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S U P E R M A R K E T
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Questa sezione è l'espressione di frammenti sciolti nell'ordinarietà nascosta e nel genio discreto in vita. Tante piccole storie di sconosciuti senza ambizione di visibilità.

Richard Sapper (Monaco di Baviera, 30 maggio 1932 - Milano, 31 dicembre 2015)

Richard Sapper è una delle più fulgide figure nell'innovazione del design del secolo scorso. Tedesco di nascita, ha trascorso buona parte della sua esistenza in Italia. A Milano dal 1958, sviluppa un sodalizio con l'architetto Marco Zanuso riscuotendo i primi riconoscimenti nazionali ed internazionali. Accresciuta la nomea, innoverà in tanti settori correndo in solitaria per Brionvega, Siemens, Lorenz, Artemide, IBM, Kartell, Alessi tanto per citare. Al suo genio assoluto saranno assegnati 11 Compasso d'oro.

Stanislav Evgrafovič Petrov (luogo di nascita imprecisato, 1939 - vivente)

Bunker Serpuchov 15, 26 settembre 1983 ore 00.14, il tenente colonnello Stanislav Evgrafovič Petrov, ufficiale dell'Armata Rossa, nota una "curva" strana nel  sistema satellitare sovietico OKO: un missile lanciato dalla base americana di Malmstrom in Montana! Tempo 20' e l'ordigno atomico lanciato dagli USA  avrebbe prodotto danni incalcolabili con migliaia di vite umane perse. Possibile l'attacco USA improvviso? Per quale ragione? Rispondere allo stesso, avrebbe avuto una sola alea: dissoluzione reciproca secondo la dottrina della "distruzione mutua assicurata"! Petrov mantenne il sangue freddo, senza esitazioni. Neanche altri quattro lanci di missili balistici, smossero l'ufficiale sovietico da azione emotiva e naturale. Gli americani erano impazziti o...
Milioni di vite umane sarebbero decedute nell'atmosfera atomica. Un terzo conflitto mondiale spalancava le porte alla dissoluzione. Petrov non accettava l'idea ma...10' ancora ed il primo missile sarebbe arrivato a destinazione! Chiamare il Cremlino sulla famigerata "linea rossa" oppure attendere? Il sistema di controllo OKO era considerato infallibile o quasi.
Stanislav Petrov fece due considerazioni: perché gli USA attaccavano con appena cinque missili nucleari e serbavano il restante ed immenso arsenale? OKO poteva definirsi veramente infallibile?
Il riscontro allo scadere dei 20'. Non accadde nulla di inveterato. Secondo, terzo, quarto e quinto missile? Neanche l'ombra!!!
Una rara congiunzione astronomica tra Terra, Sole e sistema satellitare OKO aveva "fuorviato" quest'ultimo generando un falso allarme. Solo la freddezza e raziocinio di un uomo, un solo uomo evitò una catastrofe nucleare.
Il tenente colonnello Stanislav Evgrafovič Petrov tempo dopo venne...messo da parte. Oggi vive modestamente con 200 dollari di pensione a Frjazino, piccolo villaggio a due passi da Mosca.
Nel 1998, Yury Votintsev (comandante in capo la sera dell'evento) rivelò il c.d. “incidente dell’equinozio d’autunno” in un libro di memorie. Per una strana alchimia,  Douglas Mattern, presidente dell’organizzazione internazionale per la pace “Associazione di cittadini del mondo”, venne in possesso del libro. Solo dopo 15 anni, siamo venuti a conoscenza della straordinaria levatura e modestia di un uomo: Stanislav Evgrafovič Petrov.

Vivian Maier (New York, 1º febbraio 1926 - Chicago, 21 aprile 2009)

Baby sitter nel corso della vita, la Maier dedicava il tempo libero alla passione nascosta: la fotografia dell'american lifestyle. Di lei non si sapeva nulla sino al decennio scorso. John Maloof, nel 2007 acquista una cassa insignificante ma piena di migliaia di negativi. Sviluppando i negativi,  Maloof scoprì la fascinazione delle "street photos" della provetta fotografa. La Maier, oltremodo, amava gli autoritratti con immagine "rimbalzata" da specchi o vetrine di negozi.
“Immaginiamo di vederla all’opera, entriamo nel visore della sua Rolleiflex. Le sue fotografie nascono da un ritmo emotivo. Sono indici puntati su ciò che rallenta in lei il battito delle ciglia, sulle forme del mondo che ne fermano il passo, sulle situazioni appena percettibili che provocano un diverso battito cardiaco, più accelerato o solo più sospeso”, così Silvana Turzio, storica della fotografia, commenta la sensibilità artistica della Maier. E conclude: “Che abbia amato, odiato, desiderato, vibrato alla bellezza e seguito palpitante l’altalena delle vicende umane lo si capisce dalle sue immagini che scorrono come pagine di un diario intimo”.
Nel 2008, Vivian Maier scivola accidentalmente sul ghiaccio e batte la testa. Non curata a dovere, muore l’anno successivo all’età di 83 anni. Nel necrologio apparso sul Chicago Tribune è ricordata come: “Uno spirito libero che ha magicamente toccato le vite di chi la conosceva. Critica cinematografica e straordinaria fotografa”.

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