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S U P E R M A R K E T
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I tappeti andrebbero stesi in poche grandi occasioni con attenzione alla coltre di polvere.
Cos'è la felicità? La lettura retrospettiva dell'infelicità.
In fondo in Italia è più percettibile la solidarietà che la prevenzione. La politica ha una coscienza postuma.
Perdurante bellezza della vita è la costanza della pazienza.
Non oscillo nelle idee, osservo.
Il Bel Paese avoca la mancanza di memoria storica strumento duttile e necessario per chiudere i conti col passato.
Autorevole, competente e diligente l'assioma del politico ideale. L'indimostrabilità tout court l'irreale giustificato.
La felicità è il diritto di dimenticare tutto.
Le passioni vivono di scelte: la qualità del prosciutto, tagliato spesso sugli occhi e del paracadute dotato di sistema automatico di apertura.
Il matrimonio ha le sue certezze salvo i continui dubbi.
La religione è una sovrastruttura architettata dagli umani per espiare le tante manchevolezze.
Appartenere al numero chiuso, oppure al regime dello strappa biglietto. L'acconto del silenzio (il primo), il saldo del conto il residuo. Le categorie umane.
La genialità? La rappresentazione estetica della follia!
La musica, congiunzione emotiva tra pensiero e parola.
Il razzismo è la configurazione di preambolo e compimento: "premesso che non sono razzista..."; inevitabilmente lo siamo tutti.
Il tre è il numero perfetto per la scuola pitagorica, per la totalità cosmica cinese, nella variante filosofico-religiosa induista e cristiana (trimurti e trinità), per la sacralità nelle tre dimensioni dell'oggetto di Filone d'Alessandria e delle tre cantiche dantesche. Il tre, è il numero perfetto dell'impulso attrattivo degli umani: con una persona si passa l'esistenza, della seconda ci s'innamora e con la terza, inevitabilmente, è proiezione di attività sessuale.
L'eclettismo dell'epitaffio è nella giusta nota dell'ipocrisia che lo pervade.
Il cervello e l'intelligenza, dote comune. La difficoltà è nel raccordo, prerogativa di pochi.
Penso per scrivere, per parlare basta meno.
L'ardire del silenzio è nella lettura dei pensieri, stato emotivo della riflessione.
Ho sempre creduto nell'alchimia del primo sguardo, nel bacio improvviso ed inaspettato.
Nel leggere Joyce o Saramago, verificate l'efficienza del freno: alla prima curva (alias virgola) potreste schiantarvi.
Se il buonismo avesse un costo, il fallimento sarebbe certo.
Si smette di vivere quando finisce una funzione: essere utili a se stessi.
Il rischio bisogna correrlo, il rischio è necessario: dell'esistenza bisogna cogliere le passioni sin dal bozzolo. La ragione è cagione di involucro vuoto.
Chi professa è il primo che vìola.
Non ho mai creduto nell'umiltà del genere umano. Ma apprezzo chi parla poco: conosce il valore delle parole e pesa il senso prima di aprir bocca.
Il silenzio è d'orgasmo, la parola di coitus interruptus.
Si diventa ottimisti in vecchiaia: non si ha più nulla da perdere.
Non si ha fretta di nascere; si ha fretta di crescere, di fare figli, di stare bene; non si ha fretta di morire.
La verità la sanno sempre in pochi, neanche gli interessati.
Temo di avere un buco nel cervello dove cadono i miei pensieri in raccolta.
Innamorati sempre delle tue idee, anche quando ti riempiranno di fango. Esplicitare coerenza è sempre solitudine.
La democrazia, nell'esercizio del bene comune, è esercitata in casa altrui.
Dietro un'estrema cortesia c'è sempre una cattiva persona.
La perfidia è un'arte, è nell'arte le donne eccellono sempre!
Ogni atto di bontà è una cattiveria nascosta.
Godere della pioggia è godere della vita. La vita è acqua. L'acqua è esercizio di passione. Quando l'arido avanza, finiscono i pensieri, finisce il magma carsico.

Il libero pensiero seduce, l'accortezza delle argomentazioni rende saggi.

Vorrei avere mille volte torto se ciò fosse utile per l'umanità!
Molti uomini decidono di rimanere scapoli per plausibile ragione: non accettano di veder invecchiare una donna.
Il romanticismo spetta ai mariti, agli amanti le passioni.
La vanità femminile celebra la sua decadenza nel volgere di uno sguardo maschile non più dato.
Sono talmente imperfetto da conoscere a menadito le mie perfezioni.

Non dubitare dell'uomo distratto, diffida del tuo vicino.

Non c'è migliore compagna di una solitudine silente.

La bellezza del "TI AMO" è in due passaggi: nel primo, è l'espressione di un uomo verso la propria donna; nel secondo, la frase proferita da quest'ultima ad altro uomo.

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