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S U P E R M A R K E T
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Il processo evolutivo della letteratura italiana nella filiera femminile dal Risorgimento letterario ai tempi correnti. Un'esplorazione parziale, esplosione sorprendente. Una civiltà culturale ampiamente ignorata nelle scuole.

Autrici del '900

Tutto il mondo è vedovo

Tutto il mondo è vedovo se è vero che tu cammini ancora
tutto il mondo è vedovo se è vero! Tutto il mondo
è vero se è vero che tu cammini ancora, tutto il
mondo è vedovo se tu non muori! Tutto il mondo
è mio se è vero che tu non sei vivo ma solo
una lanterna per i miei occhi obliqui. Cieca rimasi
dalla tua nascita e l’importanza del nuovo giorno
non è che notte per la tua distanza. Cieca sono
chè tu cammini ancora! Cieca sono che tu cammini
e il mondo è vedovo e il mondo è cieco se tu cammini
ancora aggrappato ai miei occhi celestiali.  

(Amelia Rosselli 1930 - 1996)

A sera

Chiusi nel treno
dalle nostre azioni quotidiane
dietro i vetri scorrono paesaggi.

Non rimpiango né boschi né fiumi
ma l’alba di mani e di ore.

La giornata è piena di bocche e di corpi.
Leggera di fronti, pesante di occhi.

Ma le braccia sono lontano
alle rive dove muoiono i fanciulli.

La sera bussa
a ogni lato del mio corpo.
Il sonno lo spacca
come legna per ardere il giorno.

E al mattino il treno riparte.

(a sera, senza nessuno nella stanza)

(Fabrizia Ramondino 1936 - 2008)

La cometa

Quel mio amore per lui aveva ali di cera
lunghe le ali sembravano eterne
battevano il cielo sicure, sfioravano picchi,
puntavano al sole con nervature nervine.
Fuse le ali ormai mi ricrescono dentro,
soltanto ora perdute mi diventano vere,
e ai cuori incauti grido: la passione è un fantasma
troppo importante, uomini, per potersi incarnare.
Chiomate vaganti comete di Halley, presagi
disastri prodigi che infiammano e gelano il sangue,
nessuno osi fissarvi, si arrischi a sfiorare
coaguli di pura lontananza –  morgane.

(Maria Luisa Spaziani 1922 - 2014)

Il diverso

Il diverso da questi si allontana
che urlando vanno il nome per le vie,
frenetici di nome. Ignora il nome
che ebbe, il diverso; se ne sta guardando
dentro di sé i giardini che non vide,
senza nome, e le viole che disperse.
Se ne sta senza nome voce gridando,
rotto dalla stanchezza della sera,
della casa lontana; e tutto ride
a lui intorno, e lo strazia. E non è vero.

(Anna Maria Ortese 1914 - 1998)

Memoria

Gli uomini vanno e vengono per le strade della città.
Comprano cibo e giornali, muovono a imprese diverse.
Hanno roseo il viso, le labbra vivide e piene.
Sollevasti il lenzuolo per guardare il suo viso,
Ti chinasti a baciarlo con un gesto consueto.
Ma era l'ultima volta. Era il viso consueto,
Solo un poco più stanco. E il vestito era quello di sempre.
E le scarpe eran quelle di sempre. E le mani erano quelle
Che spezzavano il pane e versavano il vino.
Oggi ancora nel tempo che passa sollevi il lenzuolo
A guardare il suo viso per l'ultima volta.
Se cammini per strada, nessuno ti è accanto.
Se hai paura, nessuno ti prende la mano.
E non è tua la strada, non è tua la città.
Non è tua la città illuminata: la città illuminata è degli altri,
Degli uomini che vanno e vengono comprando cibi e giornali.
Puoi affacciarti un poco alla quieta finestra
E guardare in silenzio il giardino nel buio.
Allora quando piangevi c'era la sua voce serena.
Allora quando ridevi c'era il suo riso sommesso.
Ma il cancello che a sera s'apriva resterà chiuso per sempre;
E deserta è la tua giovinezza, spento il fuoco, vuota la casa.

(Natalia Ginzburg 1916 - 1991)



Non chiedere

Non chiedere grazia di volo all’uccello ferito,
non chiedere fiori all’arbusto dai rami stroncati,
non chiedere riso di stelle alla notte in tempesta:
neppure pazienza a una donna malata d’amore.

(Lalla Romano 1906 - 2001)

All'eterno

Come onde la tua riva tocchiamo,
Ogni istante è confine tra l'incontro e l'addio.
Dal nostro mare in te fuggire, nel nostro mare fuggirti:
Non altro è di noi labili il destino.
Né tregua mai ci è data, anche se amore
Od altra arcana ansia più lontano ci spinse
Sulle tue sabbie, in vista delle torri
Della superba tua città. Ché ancora
Indietro ci trascina il nostro peso
Nel mutevole abisso -
Siamo di nuovo desiderio e lamento.

(Margherita Guidacci 1921 - 1992)

Pudore

Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.

(Antonia Pozzi 1912 - 1938)

Amore, oggi il tuo nome

Amore, oggi il tuo nome
al mio labbro è sfuggito
come al piede l'ultimo gradino...

Ora è sparsa l'acqua della vita
e tutta la lunga scala
è da ricominciare.

T'ho barattato, amore, con parole.

Buio miele che odori
dentro diafani vasi
sotto mille e seicento anni di lava -
ti riconoscerò dall'immortale
silenzio.

(Cristina Campo 1923 - 1977)

Autrici dell'800

Ada Negri (1870 - 1945)
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Giustina Renier (1755 - 1832)
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Laura Battista (1845 - 1884)
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Emilia Viola alias Emma (1844 - 1929)
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Mariannina Coffa (1841 - 1878)
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Erminia Fuà (1834 - 1876)
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Caterina Percoto (1812 - 1887)
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Diodata Saluzzo (1774 - 1840)
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Amelia Pincherle (1870 - 1954)
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Rosina Salvo (1815 - 1866)
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Rina Faccio alias Sibilla Aleramo (1876 - 1960)
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Annie Vivanti (1866 - 1942)
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Vittoria Aganoor (1855 - 1910)
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Laura Beatrice Oliva (1821 - 1869)
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Caterina Bon (1813 - 1856)
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