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"La chimera" di Sebastiano Vassalli

Figlia di adulterio consumato nell'ambientazione seicentesca del novarese, Antonia vive costantemente del marchio genitoriale. Sullo sfondo dell'immane fatica dei risaroli (affresco terribile di fatica, stenti e disagio continuo), la ragazza vive nel piccolo centro di Zardino tra superstizione, maldicenze e sospetti.
Ben presto marchiata come "stria" (strega) tra indizi e prove precostituite volgerà rapidamente la propria esistenza. Candidato al Nobel per la letteratura, Sebastiano Vassalli scompare prematuramente nel 2015.

"Nel presente non c’è niente che meriti d’essere raccontato. Il presente è rumore: milioni, miliardi di voci che gridano, tutte insieme in tutte le lingue e cercando di sopraffarsi l’una con l’altra, la parola “io”. Io, io, io… Per cercare le chiavi del presente, e per capirlo, bisogna uscire dal rumore: andare in fondo alla notte, o in fondo al nulla".

"Stoner" di John Williams

La ragione del successo, comunque tardivo, è l'ordinario quotidiano vissuto tra i pilastri del lavoro e della perfetta indifferenza. L'aridità relazionale è infelicità consapevole, nel matrimonio presto finito e nel severo distaccato insegnamento deprivato da una qualsiasi ambizione. Romanzo scarno di dettagli, di collateralità costruite, di sensazioni fuori dal campus e ambiente domestico. Talmente crudele da far vivere al lettore nudo parallelismo nel silenzio di un percorso.

"Una volta adulto, gli capitava di pensare a quei due anni come a un periodo irreale, appartenuto a qualcun altro, che non era trascorso secondo i ritmi regolari cui era abituato, ma per sussulti e strappi. Ogni momento  era giustapposto all'altro eppure isolato dal resto, e gli sembrava di essere fuori dal tempo e di vederselo scorrere davanti come un grande diorama deformato".

"Ulisse" di James Joyce

Romanzo paludato, sia nello stile narrativo sia nella forma di scrittura del flusso dei pensieri scampati al dileggio della punteggiatura. Ritenuto (forse a ragione) tra i capisaldi narrativi del secolo scorso, il romanzo descrive, nella compressione di un solo giorno, di un poco casuale incontro tra residenti dublinesi. L'antropologia interiore degli stessi, è la portante della narrazione. Qualche dubbio sulla traduzione italiana. A scusante, la complessità tessuta dallo scrittore irlandese.
Una classifica comparata, pone il romanzo di Joyce al secondo posto tra i più grandi romanzi di tutti i tempi. Al primo posto figura "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust.

"Debole gioia gli schiuse le labbra. Cambiata da quando scrisse la prima volta. Chissà se l'ha scritta da sé. Faceva l'offesa: una ragazza di buona famiglia come me, una persona onorata. Possiamo trovarci una domenica dopo il rosario. Grazie: non fumo. Solite scaramucce amorose. Poi a rincorrersi dietro gli angoli".

"Passaggio in ombra" di Mariateresa Di Lascia

L'autrice scompare nel 1994 all'età di quarant'anni. Impegnata assiduamente per le cause dei diritti civili ed umani, contribuì alla fondazione di "Nessuno tocchi Caino". Al suo attivo due romanzi, un terzo incompiuto e quattro racconti. L'opera recensita, rievoca il passato di una donna solitaria nella contrapposta alea del dolore/morte sullo sfondo del paesaggio pugliese. Nel 1995, la scrittrice vinse il Premio Strega per quest'opera prima.

"Quando aveva pensato a cosa sarebbe stata la sua vita, a quale forma si sarebbe piegata ad avere, se mai ne avesse avuta una, aveva sentito qualcosa ribellarsi dentro di sé, come per una insopportabile imposizione. Allora aveva avuto un solo desiderio: conservare più a lungo possibile, forse per sempre, la libertà di non avere nessuna forma".

"Lettere d'amore" di Georg Sand - Alfred de Musset

Georg Sand fu pseudonimo maschile di Aurore Lucie Dupin (1804 - 1876), scrittrice francese. L'arcigno Baudelaire, ebbe a tratteggiarla in tanti modi facendone bersaglio privilegiato senza particolare accortezza. Tra le tante, disse di Sand: "Ha la stessa profondità di giudizio e la medesima delicatezza nel sentire delle portinaie e delle mantenute".
Nella Dupin, l'amore è simbiotico alla passione nella dedizione assoluta di debolezza ed abbandono.

Alfred de Musset (1810 - 1857), esponente minore del romanticismo francese. E' ricordato per le opere drammaturgiche. Condusse la propria esistenza nella "noia" dei piaceri femminili e dell'alcool. Fu amante cinico di Aurore Lucie Dupin.

Dalla passione immonda, nacque epistolario appassionato e struggente.

"Un giorno tu possa guardarti alle spalle e dire come me, spesso ho sofferto, a volte ho sbagliato, ma ho amato".


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