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S U P E R M A R K E T
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La ricerca, ha respiro internazionale nell''amplissimo spettro della stessa.

Turchino il cielo

Turchino il cielo;
Turchina l’ombra
Delle tue lunghe ciglia,
Che la bruna fierezza
Degli occhi tuoi ingentilisce
Di turchina fragilità;
Turchino il cinguettio del cardellino,
Che, incomprensibilmente felice, occhieggia
Tra le turchine sbarre della gabbia;
Turchino il profumo della tua pelle,
Che le mie nari, avide, respirano,
Inebriando l’anima di turchina gioia;
Turchina l’erba ove giaciamo
In molle vicinanza.
Quest’istante turchino
Trattenere vorrei,
Ma già il livido occaso
Ci assedia, amore.       

(Ivan Alekseevič Bunin 1870 - 1953)

Scusate l'Amore

Scusate l'Amore - è un mendicante!
Se ne va con ciabatte scalcagnate
e certe volte non ha nemmeno quelle!

Sul sagrato chiedeva l'elemosina,
pregando nel nome della Madonna -
una ciabatta l'aveva offerta a lei.

L'altra - accanto al panettiere
l'aveva lasciata ai ragazzini:
l'amata - dice era passata di lì.

E adesso scalzo - come un angelo!
Non sa che in paradiso già lo aspetta
un bel paio di caldi mocassini.

(Marina Ivanovna Cvetaeva 1892 - 1941)

Ti ho amato

Ti ho amato al suono di Piazzolla,
e con lo scricchiolìo di lenzuola inamidate,
e sotto il fruscio dei girasoli,
al suono di Armstrong
e al suono di Rachmaninov.
Al risuonare di Glenn Gould.
di Saša Izbiter
di João Gilberto
e sotto lo sgocciolio di statue bagnate
e di colori non asciutti del cavalletto.
E in un pagliaio
al sorgere del sole con i galli,
dove, destatomi,
io ti volevo,
e nel doppio respiro
di due corpi come uno solo.

(Evgenij Aleksandrovič Evtušenko 1932 - 2017)

Come posso dire se la tua voce è bella?

Come posso dire se la tua voce è bella
So soltanto che mi penetra
E mi fa tremare come una foglia
E mi lacera e mi dirompe.

Cosa so della tua pelle e delle tue membra.
Mi scuote soltanto che sono tue,
così che per me non c’è sonno né riposo,
finchè non saranno mie.

(Karin Boye 1900 - 1941)

Nel sognarti dormente...

Nel sognarti dormente molte volte
come non mai t'ho vista,
la brama dei miei occhi tanto accresci
che mi scordo di Te.

Chè sognandoti in intimo abbandono
non altro, se non donna,
nel vederti caduta dal tuo trono,
soccombere ti vedo.

Dentro il lungo mio sguardo un lungo bacio,
ma un bacio ch'è di morte,
che ti strugga ed in grazia d'esso sento
quel che acquistai perdendoti.

(Miguel de Unamuno 1864 - 1936)

Non invidio

Non invidio in alcun modo
il vuoto opprimente della nobile rabbia,
il cardellino nato nella gabbia
che non ha mai conosciuto i boschi estivi.
Non invidio l’animale che si prende la sua libertà nel tempo,
senza essere toccato dal senso di colpa,
e la cui coscienza non viene mai risvegliata.
E neppure, sebbene esso possa ritenersi beato,
il cuore che non ha mai fatto una promessa di matrimonio,
ma resta lì, a stagnare, nell’indolenza.
E non voglio alcun riposo del desiderio.
E tengo per certo, qualunque cosa accada,
e lo confermo proprio quando soffro di più:
è meglio aver amato e perso
che non aver amato mai.

(Alfred Tennyson 1809 - 1892)

In quanti modi ti amo?

In quanti modi ti amo? Fammeli contare.
Ti amo fino alla profondità, alla larghezza e all’altezza
Che la mia anima può raggiungere, quando partecipa invisibile
Agli scopi dell’Esistenza e della Grazia ideale.
Ti amo al pari della più modesta necessità
Di ogni giorno, al sole e al lume di candela.
Ti amo generosamente, come chi si batte per la Giustizia;
Ti amo con purezza, come chi si volge dalla Preghiera.
Ti amo con la passione che gettavo
Nei miei trascorsi dolori, e con la fiducia della mia infanzia.
Ti amo di un amore che credevo perduto
Insieme ai miei perduti santi, – ti amo col respiro,
I sorrisi, le lacrime, di tutta la mia vita! – e, se Dio vorrà,
Ti amerò ancora di più dopo la morte.

(Elizabeth Barrett Browning 1806 - 1861)

Nelle montagne di Sevan

Sola, persa in sprazzi di sole,
stetti immobile nel silenzio delle colline di Sevan:
in alto, tanto in alto che un’aquila
mi toccò le spalle con le sue ali
mentre ero presa in un vortice d’aria,
e il mondo sembrava possente, grande e infinito.

Poi, in un attimo, attraverso lo spazio immobile,
guardai giù – verso una piccola casa,
verso i sentieri sulla collina –

Ed ebbi bisogno di persone.

(Silva Kaputikyan 1919 - 2006)

Venne, dapprima, pura

Venne, dapprima, pura,
vestita d'innocenza.
E l'amai come un bimbo.
Dopo s'andò coprendo
di non so quali vesti.
E presi, senza saperlo, ad odiarla.
Fu infine una regina,
sfarzosa di tesori...
Che ira, quale amarezza insensata!
Ma ecco, s'andò svestendo.
E io le sorridevo.
Rimase con la tunica
dell'innocenza antica.
Credetti ancora in lei.
E si tolse la tunica,
apparì tutta nuda... Oh poesia
nuda, passione della mia
vita, ora mia per sempre!

(Juan Ramón Jiménez 1881 - 1958)

La sera

Come una indefinibile fata d'ombre...
Vien da lungi la Sera, camminando
per l'abetaia tacita e nevosa.
Poi, contro tutte le finestre preme
le sue gelide guance e, zitta, origlia!
Si fa silenzio, allora, in ogni casa.
Siedono i vecchi, meditando. I bimbi
non si attentano ancora ai loro giochi!
Le madri stanno siccome regine.
Cade di mano alle fantesche il fuso.
La Sera ascolta, trepida pei vetri:
tutti, all'interno, ascoltano la Sera.

(Rainer Maria Rilke 1875 - 1926)

Qui nel cuore

Qui nel cuore, forse, o meglio ancora:
una ferita inferta col coltello,
lama d’inganno, taglio di rifiuto,
da cui sfugge la speranza
colano le emozioni, la sete, i sogni.
Desiderare, volere, non bastare,
disillusa ricerca del motivo
che spieghi un senso.
Un senso che non c’è.
Questo è che duole, forse qui nel cuore…

(José Saramago 1922 - 2010)

Un uccelletto

Proprio ho sperato che volasse via,
e non cantasse sempre davanti a casa mia;

gli ho battuto le mani dal limitare
quando non l’ho potuto più sopportare.

Mio in parte il torto dev’essere stato.
L’uccelletto non era stonato.

E qualcosa non va, qualcosa manca
in chi vuol far tacere uno che canta.

(Robert Frost 1874 - 1963)

La mano

   Ventisette ossa,
   trentacinque muscoli,
   circa duemila cellule nervose
   in ogni polpastrello delle nostre cinque dita.
   È più che sufficiente
   per scriver Mein Kampf
   o Winnie the Pooh.

(Wislawa Szymborska 1923 - 2012)

Prendimi per mano

Cammineremo.
Cammineremo soltanto.
Sarà piacevole camminare insieme.
Senza pensare di arrivare da qualche parte.
Cammina in pace. Cammina nella gioia.
Il nostro è un cammino di pace.
Poi impariamo
che non c’è un cammino di pace;
camminare è la pace;
non c’è un cammino di gioia;
camminare è la gioia.
Noi camminiamo per noi stessi.
Noi camminiamo per ognuno
sempre mano nella mano.
Cammina e tocca la pace di ogni istante.
Cammina e tocca la gioia di ogni istante.
Ogni passo è una fresca brezza.
Ogni passo fa sbocciare un fiore sotto i nostri piedi.
Bacia la terra con i tuoi piedi.
Imprimi sulla terra il tuo amore e la tua gioia.
se c’è sicurezza in noi.

(Thích Nhất Hạnh 1926 - vivente)

La veduta

Riluce il giorno aperto agli uomini d'immagini,
quando traspare il verde dai più lontani piani,
ed al tramonto inclini la luce della sera,
bagliori delicati fan mite il nuovo giorno.
Appare spesso un mondo chiuso ed annuvolato
dubbioso interno all'uomo, il senso più crucciato,
la splendida natura i giorni rasserena,
sta la domanda oscura del dubbio più lontana.

(Friedrich Hölderlin 1770 - 1843)

Mia moglie

Mia moglie è scomparsa insieme ai suoi vestiti.
Si è lasciata dietro due paia di calze di nylon e
una spazzola per capelli dimenticata dietro il letto.
Vorrei richiamare la vostra attenzione
su queste calze formose e sul robusto
capello scuro impigliato tra le setole della spazzola.
Lascio cadere le calze nel sacco della spazzatura; la spazzola
me la tengo e la userò io. È solo il letto
a sembrare strano e impossibile da spiegare.

(Raymond Carver 1938 - 1988)

Senza titolo

Quando conto i semi
Sparsi sottoterra
Che poi fioriranno -

Quando penso a tanti
Che giacciono là sotto
E che saranno accolti in alto -

E quando credo nel giardino
Che i mortali non vedono,
Quando colgo i suoi fiori con la fede
E ne scanso le api,
So allora rinunziare a quest'estate
Senza rimpianto.

(Emily Dickinson 1830 - 1886)

Reminiscenza

Si incrociarono un breve istante
il tuo sguardo e il mio.
E seppi all’improvviso
- non so se anche tu -
che in un tempo
senza anni né orologi,
un altro tempo,
i tuoi occhi e i miei
si erano incontrati,
e quella di allora
non era che un’eco,
l’onda che ritorna,
attraversando mari,
all’antica spiaggia.

(Meira Delmar 1922 - 2009)

Nuotatore

Ciò che mi incanta è la linea alata
delle tue spalle, e l’arco
che descrivi, uccello acquatico!

È la tua sottile, agile vita,
e questo addio della tua gola
a cimiteri di spuma!

È la partenza, che m’incanta,
quando ti libri nel vento,
fedele alla caduta, rapida e dolce.

E appena per star prevedendo,
lontano, nell’eternità dell’acqua,
il sopravvivere del tuo atto…

(Cecília Meireles 1901 - 1964)

A lume di luna

Quando la luna sfavilla nella notturna foschia
con la sua falce tenera e lucente,
la mia anima aspira a un altro mondo,
ammaliata da lontananze infinite.

Ai boschi, ai monti, alle candide cime
io mi affretto nei sogni come uno spirito infermo,
io veglio sul mondo tranquillo
e dolcemente piango e respiro la luna.

Assorbo questo pallido splendore,
come un elfo vacillo in una rete di raggi,
ascolto il silenzio loquace.

Mi è lontano il tormento del prossimo,
mi è straniera la terra con la sua lotta,
sono una nube, un alito di brezza.

(Konstantin Dmitrievič Bal’mont 1867 - 1942)

Altro ventaglio

O pensosa, perché io m'immerga
Nella pura delizia inaccessibile,
Sappi, con un sottile inganno,
Serbare la mia ala nella mano.

Una brezza crepuscolare
Ad ogni battito ti arriva
Che d'un colpo prigioniero respinge
L'orizzonte soavemente.
Vertigine! ecco che rabbrividisce

Lo spazio come un grande bacio
Che, pazzo di nascere per nessuno,
Non potrà fiorire o placarsi.

Senti il selvaggio paradiso
Che come un riso seppellito
S'insinua dall'angolo della bocca
Nel fondo della piega unanime!

Lo scettro di rosate rive
Stagnanti sulle sere d'oro, è questo
Il bianco volo chiuso che deponi
Contro il fuoco di un braccialetto.

(Stéphane Mallarmé 1842 - 1898)

Favole

Non so come passa il tempo
dietro le nubi.
Piove tutto il giorno
e non vuole cessare.
Gli uccelli con le ali bagnate
han dimenticato il canto,
le foglie delle piante
in silenzio si lavano.
Seduto in casa al buio,
al picchiettare della pioggia,
vengono in mente molte favole.

(Rabindranath Tagore 1861 - 1941)

Se ti va di sapere fino a dove

Se ti va di sapere fino a dove
l'amore mio triste e forte andrebbe,
fino a dove, nel suo terribile corso,
a passi di lupo avanzerebbe,
a fianco del tuo destino ritorto,
il mio bisogno, il desiderio, il gusto
del tuo pensiero e del tuo corpo:

ti amerei anche folle,
ti amerei anche morto!

(Anna-Élisabeth de Noailles 1876 - 1933)

Lasciatemi!

Non mi fermerete.
Ch'io menta
oppure sia nel giusto,
non so essere più calmo di così.
Guardate -
hanno di nuovo decapitato le stelle
e insanguinato il cielo come un mattatoio!

Ehilà voi!
Cielo!
Toglietevi il cappello!
Vengo!

Silenzio.

L'universo dorme,
poggiando sulla zampa
un orecchio enorme con zecche di stelle.

(Vladimir Vladimirovič Majakovskij 1893 - 1930)

Epitaffio per Rosina

In questa tomba, come in un tino,
Vinta dagli anni ma non dal vino,
Rosina giace. Non date in dono
Mésse o di tristi campane il suono.
Solo contenta la spoglia frale
Di fresca birra verde un boccale.

(Jan Kochanowski 1530 - 1584)

Non sappiamo dirci addio

Non sappiamo dirci addio:
ancora andiamo spalla a spalla
mentre cala il crepuscolo e tu
sei pensieroso ed io taccio.
Se in chiesa ci capita di vedere
un funerale, un matrimonio, il rito
al fonte battesimale, presto ne usciamo,
senza guardarci in viso...
Perché ci lega questo disagio?
Se al cimitero sediamo sulla neve
calpestata allora tiriamo un leggero sospiro,
mentre tu tracci col bastone bianche stanze
dove crediamo di dormire uniti.

(Anna Achmatova 1889 - 1966)

Cinque cose

Cinque cose non generano
altre cinque: da' ascolto a questa massima.
In cuore superbo non germina
amicizia; è scortese
la compagnia volgare; un farabutto
non arriva a grandezza; l'invidioso
non ha pietà del nudo; il mentitore
inutilmente spera confidenza
e fede. Tienti stretto
tutto questo, e non fartelo rubare

(Johann Wolfgang von Goethe 1749 - 1832)

A che pensavi?

Prima vestita poi rivestita
a che pensavi
svestita

Lasciavo il mio visone al guardaroba
e andavamo nel deserto
Vivevamo d'amore e d'acqua fresca
Ci amavamo in povertà
mangiavamo i nostri panni sporchi in famità
e sulla tovaglia di sabbia nera tintinnavano
le stoviglie del sole
Ci amavamo in povertà
vivevamo d'amore e d'acqua fresca
io ero la tua nuda proprietà.

(Jacques Prevert 1900 - 1977)

La zitella a messa

Sotto il Mosè dell'incenso,
assopita.

Occhi di toro ti guardavano.
Pioveva il tuo rosario.

Con quel vestito di profonda seta,
non muoverti, Virginia.

Dona i neri meloni dei tuoi seni
al brusio della messa.

(Federico García Lorca 1898 - 1936)

All'ingresso del caffè

Qualche parola detta là accanto a me
mi attirò l'attenzione verso l'ingresso del caffè.
E vidi lo splendido corpo come se
l'avesse fatta Eros nella sua prova suprema:
plasmando deliziosamente le membra armoniose,
esaltanto la corporatura scultorea,
modellando il volto con commozione
e lasciando con il semplice tocco delle sue mani
una sensazione arcana sulla fronte, sugli occhi e sulle labbra.

(Konstantinos Kavafis 1863 - 1933)

A Mary Shelley

Mia cara Mary, perché te ne sei andata
e mi hai lasciato solo in questo mondo atro?
La tua immagine è qui davvero, ed è
immagine d'amore, ma tu sei
fuggita, andata giù per l'atra strada
che porta alla dimora molto buia
dell'Affanno. Siedi tu al focolare
di una disperazione pallida, dove io
per il tuo stesso bene non potrò
seguirti.

(Percy Bysshe Shelley 1792 - 1822)

La casa tanto amata

La casa tanto amata
dove abitò, in rovina
ora su un monte di macerie, forse
demolita, fa mostra
del suo nero, tarlato
e mal connesso scheletro di legno.
La luna spande il suo
chiaro lume di sogno, che ribrilla
alle finestre. Mal vestito e triste,
cammino, vago per la via decrepita.

(Antonio Machado 1875 - 1939)

Dum capitolium scandet

Quanti verranno dopo di me
cantando bene come canto io, nessuno meglio;
Esprimendo il cuore della loro verità
come io ho loro insegnato a esprimere;
Frutto del mio seme,
O miei innominabili figli.
Allora sapete che io da molto tempo vi ho amati,
Lucidi parlatori, nudi al sole, senza impacci.

(Ezra Pound 1885 - 1972)

56° chorus

La luce illumina
Le tossi intense
Di giovani ragazze in amore
Che corrono a vendersi i loro
futuri mariti
A Market Street
Parade

La luce arrossa il volto
di lui
Di lei la maschera bianca

E' lei che lo dissecca come un sasso
Che lo fa felice
E lo fa piangere
Lo fa piangere baby
Rimani con me.

(Jack Kerouac 1922 - 1969)

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