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S U P E R M A R K E T
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La detenzione e la caduta

Il mainstream PD nell'indice del giudizio elettorale. Di suo, Renzi ha imposto la verità come nella migliore maieutica greca; di proprio, il pensiero era circolo ristretto di idealità inconfutabile, universale non sottoponibile al dibattito: io penso, io sono l'esclusivo, sono la realtà e la “mia” coscienza personale promana in giudizio collettivo. Il fenomeno...fenomenico nella tradizione della dottrina solipsistica. L'assunto della “rottamazione” posto come concetto oscillante tra l'oblazione della classe dirigente piddina e l'invocazione di un liberismo strusciato nella tradizione socialdemocratica europea. Lui, il tuttofare, ad intercapedine nel cuscino d'aria ad armonizzare le spinte contrapposte. Renzi, tuttavia, produce la continuità di una contraddizione nel think tank post-ideologico del partito di via Sant'Andrea delle Fratte. L'antinomia  nella dipendenza del fascino clintoniano alternato all'attrattiva per Tony Blair. L'albero innestato chiamato PD sintesi del laboratorio cattocomunista. Veltroni persuaso dell'utilità americana e kennediana, una divulgazione del pensiero in salsa italiana a radicare un partito post ideologico definito “nuovo” al Lingotto.
Non poteva funzionare.  Un albero senza radici (ideologiche) trae linfa e sviluppo da cosa?
L'Ulivo prodiano era un'idea astratta ma definì un cartello, un gigantesco piano elettorale compromesso dalle forze della coalizione. L'intuizione del professore bolognese, arguta nella tessitura, generò un mostro bicefalo!
Deflagrato il Muro di Berlino, il piano assuntivo della sinistra occidentale doveva rigenerarsi nella ricerca di un'area antagonista. Reagan e Thatcher, tra deregulation e macelleria sociale lasciati alle spalle. Tuttavia, l'ampiezza dell'economia liberista esercitava (ed esercita) culto e sviluppo.
Le dimissioni di Veltroni, datate 2009, non furono atto estemporaneo per la sconfitta alle Amministrative sarde, il sunto emotivo di una disfatta personale, l'obiezione della Direzione. Nella sua sensibilità, Veltroni aveva inteso esaurito un ciclo.
Il PD era il detentore dell'heritage (patrimonio culturale) di PCI e DC. Deposito fattosi sottoscala trasceso in cantina umida. L'umidore crebbe in tanfo acre aleggiando il “Partito della Nazione”, volume di sintesi tra socialismo, cattolicesimo sociale, liberismo e riformismo moderato. L'OPA è fallita con il pensiero unico. Nel mezzo c'è il vuoto. Il PD di area socialista e progressista non c'è. La sinistra socialista è tramontata in Italia, in Europa. È prevalsa l'affermazione di un populismo intransigente di marca leghista ed una forma ricercata di dialogo di M5s. L'ossimoro pentallestato è stato vissuto tra l'istituzionale, conciliante e rassicurante figura di Di Maio nel converso della fluente dialettica para-istituzionale di Di Battista. La Lega di Salvini ha sottratto temi sensibili concimandoli con lo strumento più efficace: la pancia emotiva dell'elettorato.
Issato il ruolo del pensiero inetto, la sbornia del 2014 è passata nella sequela di errori: abolizione dell'articolo 18 (nel privato), Jobs Act, l'Equitalia del maquillage nominale con sostanza intatta, la vessazione del canone Rai nella bolletta energetica, aiuti statali per le banche, crescita minimale del PIL con consumi al ribasso.
Riflettendo di diritti umanitari, accoglienza, diritti civili il PD è colato a picco. Il cannoneggiamento welfare, pensioni e diritti sociali sapeva di pruriginosa sostanza per M5s e Lega.
                               
(19/03/2018)


Le crittovalute tra boom, speculazione, frodi, bolle periodiche e regolamentazione

Qual  è la differenza tra moneta fisica e crittovaluta? Dopo domanda, segue  approfondimento, svicolando, se possibile, dalla terminologia inglese. Nel combinato didattico, descrittivo italiano e pragmatismo concettuale  anglosassone, si fatica a trovare la sintesi.
Eviterò nel post l'astrusità dei termini inglesi salvo ausilio necessario.

Valuta fisica e valuta fiat

La  valuta circolante nella UE è normata da un organo di controllo  centralizzato: la BCE. EUR il codice valutario dell'euro. L'istituto centrale di Francoforte, coordina le banche centrali dei singoli paesi  aderenti. Banca d'Italia, Bundesbank eccetera, emettono moneta  nella cerchia della sorveglianza della Banca centrale europea e nel  computo di un rapporto con le riserve d'oro detenute dai paesi aderenti  alla valuta unica. L'Eurosistema è quanto descritto. Più ampiamente il  Sistema europeo di banche centrali (SEBC). La distinzione fra  Eurosistema e SEBC, continuerà ad essere necessaria finché vi saranno  Stati membri della UE che non avranno adottato l'euro.  

Il  dollaro statunitense, è la valuta di riferimento nei mercati  internazionali. La banca centrale americana (FED) batte moneta senza relazione con le riserve d'oro. Il dollaro permea la definizione  perfetta di moneta “fiat” (dal latino “sia fatta”) con stabilità garantita dalla Federal Reserve.

Una  categoria più ampia, ritiene fiat la valuta con maggiore circolazione e  scambio. Ferma la definizione formulata sopra, oltre al dollaro ed  euro, l'accrocco ricomprende altre monete fisiche. Penso lira sterlina,  yen e franco svizzero nella dinamica valutaria internazionale.

Decentralizzazione

Il  fenomeno valuta virtuale non è ancorato a nulla, il centralizzato delle  banche centrali,  nello scambio virtuale è decentralizzato e senza  regole.
Il valore è detenuto  dalla negoziazione acquista/vendita (buy/sell) nel mercato di scambio.  Scenario differente concerne la speculazione CFD. Alcune monete  elettroniche, alla stregua di dollaro ed euro, generano un volume di  contrattazione più ampio perché criptomonete d'accesso a piattaforma di  scambio (exchange). Esempi classici: BTC (Bitcoin), ETH (Ethereum), LTC  (Litecoin) e DASH (DigitalCash). Segue scambio successivo con acquisto  del risparmiatore di altra valuta digitale. Esempio: bonifico 1000 euro ed acquisto BTC; BTC lo scambio successivamente con XRP. Da precisare un  punto: svariate monete digitali scambiano direttamente euro o dollaro.
Specularmente,  in caso di vendita, qualche exchange obbliga a scambiare la valuta  alienata con moneta digitale predeterminata. Faccio anche qui ipotesi  concludente: vendo XRP con clausola d'acquisto di BTC o ETH. Volessi  negoziare XRP con acquisto diretto di dollaro od euro, ciò sarebbe precluso! Alcune monete virtuali, pertanto, godono di  un volume di scambio più ampio con beneficio di performance temporanea  nella filiera con due o tre scambi e pertinente giochino commissionale.

Nel  rigore dell'analisi, viene da chiedersi: la somma in valuta fiat (euro,  dollaro, yen ecc.) è nella disponibilità di chi? La banca depositaria  opera in paradiso fiscale (anche "black list")? La  longa manus degli scettici, punta il dito dritto dritto a Tether (USDT) nella nebula di fine gennaio 2018. Una valuta virtuale (legata filo  doppio ad exchange), dalle tinte chiaroscure e controtendenza sul realizzo. Tether "gonfia" in azione di pumping (acquisto spinto) sul  bitcoin determinando incremento fittizio sul valore della valuta elettronica più diffusa? In termini  borsistici: DENARO (valuta fiat) e LETTERA (senza cartaceo). LETTERA con  doppio passaggio: compro USDT con valuta fiat e converto in bitcoin!  Speculazione o frode pump & dump (pompa e sgonfia)?

La  valuta elettronica più conosciuta e con maggiore capitalizzazione è il  bitcoin. La piattaforma si differenzia per il maiuscolo Bitcoin. Le transazioni sono lente e costose, tuttavia lo standard di sicurezza è  ritenuto il più affidabile. Il prossimo utilizzo del Lightning Network o  del protocollo fuori catena (SegWit), ridurrà  drasticamente l'attesa di transazione. Alcune hard fork (scissioni) del  bitcoin classico, negoziano con la piattaforma Ethereum. La moneta  emergente XRP utilizza la piattaforma Ripple. Protocollo con transazioni  tra i 2 e 4 secondi scelto già da 80 banche e società di trasferimento  denaro. Ripple Labs (la società titolare della piattaforma) rivendica  procedura particolare per  la tracciabilità di qualsiasi valuta al  contrario del bitcoin. Un rumors di mercato, prevede la quotazione in  borsa della società entro la fine del 2018.

Piattaforme e crittografia

Lo  scambio valutario avviene su piattaforme non necessariamente  proprietarie e la sicurezza è garantita dai diversi blocchi della rete  (blockchain). Per intenderci: ogni nodo ha un...capostazione dotato di  semaforo. Recepite le informazioni dei blocchi precedenti, fatte le  dovute verifiche, la transazione “avanza” in rete sino alla sua  conclusione. La crittografia avalla l'anonimato dell'operazione ma non  esclude la tracciabilità. Alcune valute elettroniche di nuova  generazione (Monero in primis), utilizzano protocolli  “antitracciabilità”. Conseguenze: flusso di danaro sporco riciclato;  plusvalenze enormi nell'assenza normativa. Sostanzialmente, il  moltiplicarsi delle valute virtuali determina l'ipotesi di una  manipolazione, precostituita e pianificata, per veicolare in blockchain  danaro non classificabile da utili d'impresa o accantonamento di privati  risparmiatori.

Mercato

La compravendita avviene in tre modi:

    a) scambio tra privati con cessione parziale o totale di una o più monete elettroniche;
    b)   acquisto tramite exchange con pagamento di commissione e deposito in portafoglio elettronico (wallet) per la messa in sicurezza; sovente è  la strategia più utilizzata per investimento di medio-lungo periodo;  
    due le tipologie di exchange:
    -centralizzato, nell'immediato converte valute con successivo trasferimento della moneta elettronica;
    -decentralizzato, scambia valute in piattaforma blockchain e  traccia operazione (procedura impossibile nel centralizzato);
c)   accesso al sistema delle valute virtuali tramite broker finanziario con compenso dovuto per spread; nella fattispecie l'acquisto è un CFD (Contratto per differenza) ovvero una scommessa che varia con il prezzo  del sottostante (criptovaluta); in parole semplici: l'acquirente del  CFD scommette sull'aumento (Acquista/Buy) o sulla perdita del  sottostante (Vendita/Sell); la leva finanziaria applicata (acquisto o  vendita di attività finanziarie per un ammontare superiore al capitale  posseduto) moltiplica la plusvalenza o la perdita.
È  la strategia più utilizzata dai trader sul breve termine (day  trading), sconsigliabile per i neofiti, specie se non si ha  dimestichezza con lo stop loss (perdita massima), stop limit o take  profit (profitto che si vuole acquisire). Ulteriore limite è  l'overnight (commissione notturna applicata da alcuni broker a mercato  chiuso).
Nella prateria  sconfinata di nulla norma e tutto puoi, le commissioni variano tra i  vari exchange.  Difformità di rilievo, pure nello spread  applicato dalle piattaforme broker. Una giungla babilonica con possibilità di  bruciare capitali in pochissimi secondi.
 

Schema Ponzi, scam ed autodisciplina

Charles Ponzi,  Bernard Madoff predecessori ed epigoni di progetti sbilenchi, fasulli  ed improbabili? Il dubbio fondante è legato al progetto, alla raccolta  fondi, alle piattaforme di scambio, all'aspettativa attesa o disattesa.

Deregolamento,  accesso libero alla terra di nessuno, palesa un rischio elevato. Alea  riferibile al team, roadmap, sviluppo del progetto, alla creduloneria  dell'approccio del risparmiatore inesperto. “Lo fanno tutti”, “me l'ha  detto un amico”, “si guadagna subito e con poco”, “anche i poveri possono arricchirsi”, una piccola carrellata dello bestiario dialettico  social, blogger  e referral. Nell'appagata menzogna tra pre-ICO, ICO e collocamento su exchange disponibili, trarre in inganno il maldestro  risparmiatore digiuno di valute elettroniche nel preordinato studiato e strutturato è relativamente semplice. Non sapremo, o meglio,  difficilmente sapremo delle combine tra i promotori delle monete  digitali e gli exchange di scambio valutario. Una miriade di scam  (truffa) capaci di raccogliere milioni di dollari (anche in pochi  secondi) per attività tra le più disparate. Nel mare magnum delle vele  spiegate senza porto, sempre più azioni ad intensificarsi. L'ordine  progressivo delle valute digitali listate (Coinmarketcap, Coinmarketviz  ed Investing), vicino alle 1500 unità all'atto della stesura del post.   Tante, troppe ICO. Kodak, in quasi decozione, lancia l'idea della moneta digitale per fotografi ed il titolo schizza in alto. Pornhub,  intenzionato a lanciare una valuta elettronica per la vendita di sexy  toys. Di questi giorni è l'ipotesi di piattaforma TON e crittovaluta  denominata GRAM. La firma di successo è dei fratelli Durov. VK, il  Facebook russo, e l'arcinoto Telegram, prossimo alla barriera dei 200  milioni di utenti, le invenzioni riuscite. Progetto vero? Scam ideata ad  hoc da soggetti ignoti? Progetto (falso) parallelo all'iniziativa di  Nikolai e Pavel Durov?  

Quante  valute virtuali ripetono lo “Schema Ponzi”? Quante criptomonete hanno  progetti realmente sostenibili? Il potenziale e facile guadagno non può e  non deve essere disgiunto dall'analisi, da un studio continuo, attento.  La spavalderia è buona consigliera nell'abbrivio iniziale e nell'immodestia emotiva di piccoli capitali. Forgiati per tempo alla  speculazione, alla volatilità, al rischio, nell'insegna dell'attesa, i  frutti da raccogliere confermeranno l'agognata aspettativa. Le valute  elettroniche vantano numero esiguo di progetti validi. La sostenibilità  paventata in dichiarazione d'intenti, aziona la riuscita nell'arco degli  anni. La sensazione di massima invalida non meno del 90% dei progetti.  La raccolta, per lo più, è ragionevolmente speculativa senza altro  supporto. Wallpaper poveri ma con spinta forte e coerente di campagna  marketing, condotta per raccogliere milioni di dollari.

Gli  stati non  stanno a guardare. Al protezionismo cinese e coreano sulla  salvaguardia del risparmio, il Venezuela risponde con il “Petro” per  battere la difficile congiuntura interna e le sanzioni economiche di  Trump. I paesi baltici seguono. Lituano (ma con cappello inglese) il  progetto di Bankera, sportello virtuale ma con l'ambizione di punto  vendita fisico autorizzato dalla BCE. ICO è in corso con adesione di  risparmiatori italiani.

Quotazione

La  differenza di prezzo tra i vari sistemi d'intermediazione merita una  riflessione. Un exchange quota, ad esempio, 9000 dollari per bitcoin,  diversa piattaforma $9010 per la stessa moneta. Il tentativo di  autodisciplina  è in arrivo per volontà della comunità exchange con  maggiore rappresentatività. Primo passo verso la costituzione di un  organo sovranazionale riconosciuto come regolatore dagli exchange  aderenti? Personalmente dubito della soluzione pur auspicandola.  Una  regolamentazione dei mercati urge perché necessaria. Il rischio che  Cina, Sud Corea, Usa e Ue possano intervenire pesantemente sulla  disciplina, circolazione e negoziazione di moneta elettronica è dietro  l'angolo. Le commissioni di studio promosse da diversi stati, sono  l'avamposto di disciplina a venire. La Ue, ha calendarizzato la  discussione per le valute elettroniche per marzo 2018.

Pre-ICO, ICO e collocamento sul mercato

Con  la ICO (Initial coin offering), le start up emettono dei token ovvero  unità di valuta virtuale legate all'emettitore. La criptovaluta generata, sarà scambiata, ad offerta conclusa, sulle piattaforme  exchange per accordo tra le parti.  
Il token, non è negoziale né alienabile nella procedura iniziale mancando l'opportunità dello scambio.
La  ICO, in buona sostanza, è la versione virtuale della IPO (Initial  public offering) con cui una società colloca dei titoli per la prima volta sul mercato borsistico, offrendoli al pubblico degli investitori.  Il mercato è regolamentato con organi di controllo e sorveglianza. La  ICO, in quanto tale, scaturisce da un rapporto fiduciario tra le parti:  offerente e compratore, nella logica di un beneficio reciproco, nella  piena consapevolezza della deregolamentazione internazionale, scambiano  valuta con  crittovaluta per il sostentamento economico del progetto.  Esempio: investo sulla ICO “XYZ” 500 euro ricavandone, come  controprestazione, 10000 token. Tendenzialmente, il costo dei token  aumenta in proporzione ai vari step di raccolta. Anche qui ipotesi a  rendere calzante il caso: step iniziale a 0,010 sino alla soglia di 10  milioni di euro; superato questo valore il token verrà a costare 0,020  sino alla soglia successiva e così via sino alla conclusione della ICO. A  collocamento terminato, i token invenduti saranno redistribuiti in  "airdrop" (gocce cadute dal cielo) ai titolari della moneta  crittografata.
Nella piana  della riuscita, sia IPO che ICO hanno un margine di rischiosità che non  deriva esclusivamente dalla quotazione in borsa o exchange. In entrambi i  casi, il fine è la raccolta di fondi attraverso un'offerta. Nella ICO,  la credibilità del progetto, elaborato nella dichiarazione d'intenti (wallpaper), sollecita l'investitore al processo di crowfunding. IPO  richiede requisiti di legge a partire dalla certificazione del bilancio.  ICO investe su un progetto, determinandone, con l'adesione, il  successo. IPO sollecita il risparmiatore all'acquisto di azioni per  finanziare lo sviluppo della società quotata.
Il  crowfunding sotto forma di ICO (raccolta di liquidità per un progetto  non regolamentato), è diverso dal crowfunding prefissato dalla raccolta  su piattaforme regolamentate dalla legge. In entrambi i casi, la  potenzialità di successo o fallimento è comune.
La  ICO, di norma, è preceduta dalla Pre-ICO, vale a dire una serie  d'iniziative per esporre e dettagliare il progetto nella sua fase iniziale con incipit di espansione (developer); roadmap a stabilire  temporalmente le tappe di evoluzione del progetto; presentazione del  management, team esecutivo (sviluppo e marketing). Il roadshow, è il  compendio per sollecitare i risparmiatori, potenziali finanziatori, ad  aderire, investendo, a questa fase di Pre-ICO.  

Hard fork

La  ICO, potrebbe lasciare  il passo alle hard fork? Almeno 50 scissioni  previste nel 2018 per il classico bitcoin. Forkgen, sito di clonazione,  cavalca l'esigenza dei figli spuri della più classica delle  criptovalute.

Ranking

Weiss,  società di rating statunitense, ha censito 74 criptovalute (80% del  market cap). Il giudizio, esclude tutte le monete elettroniche dal  rating A (excellent). Pochissime classificate B (good). In C (fair),  buona parte del campione. D (weak), E (very weak), le crittovalute da  non tenere in portafoglio.

Disciplina fiscale

La  disciplina fiscale delle monete elettroniche non è facilmente  riassumibile. Mancando normativa in Italia ed assente una legislazione  europea, l'articolato tessuto interpretativo poco dipana.
Questo il quadro sintetico:
-la Corte di giustizia dell'Unione europea con sentenza C-264/2015 CGEU afferma che le criptovalute andrebbero considerate semplici mezzi di pagamento escludendo la possibilità di considerarle valute estere; tesi conclamata anche da pronuncia della Bce;
-l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 72E/2016 assimila le monete elettroniche alle valute estere ai fini fiscali, oltre una certa soglia andrebbero sottoposte a tassazione.
Il  risparmiatore italiano, acquista crittovalute scambiando euro con  bitcoin, ethereum, ripple eccetera. Non di rado, il signor Bianchi  accompagna questa operazione con l'apertura di conto corrente presso una  banca estera. Fiscalmente, l'Agenzia delle Entrate misura l'entità di  euro trasferiti all'estero. Il principio di massima è la disponibilità  sul conto corrente fuori dal suolo italiano: dai 15mila euro scatta  l'obbligo della denuncia nel Quadro RW della dichiarazione dei redditi.
Le somme non dichiarate saranno ritenute frutto di evasione fiscale con sanzione relativa.
Semplifichiamo al massimo:
-l'acquisto di criptomonete tramite exchange e deposito in wallet non è soggetto alla fiscalità salvo soglia di cui sopra;
-l'acquisto di contratti CFD sulle criptomonete in piattaforma di broker finanzario, alla stregua di una scommessa, comporta tassazione sulle plusvalenze.

(27/01/2018)
L'infanticidio della ricchezza
Una percezione emotiva, tempo necessario per cadere nel dimenticatoio. L'aumento leggero del PIL italiano, nella lettura scarna, è poco più di uno slogan enfatico ed illusorio. Dimenticare il -10% della ricchezza nazionale dal 2008 e leggere le stime di Banca d'Italia ed ISTAT, presuppone cattiva volontà a riconoscere l'impoverimento della nazione.
L'ottimista ad oltranza, riterrebbe il dato incongruo per la mancanza del sommerso pari ad 1/3 del PIL. Circa 540 miliardi non tracciati.
Ad esser obiettivi, i fallimenti bancari hanno la retrospettiva certa di controlli poco pervasivi o tolleranti. Ma l'indice andrebbe sollevato anche per l'impossibilità ad accedere allo strumento del prestito per aziende e privati.
Le contumelie rapide prosciugano l'effetto nel grafico 2005/15 della ricchezza in Italia. Parametri fissi due:
- una nazione sempre più vecchia ed avara di nascite;
- impoverimento accentuato per le nuove generazioni.
La povertà assoluta è più che raddoppiata nell'ultimo decennio: dal 3,7 al 7,8%; leggera discesa per gli ultra sessantacinquenni. L'apicalità inquietante concerne gli under 17: la povertà è schizzata dal 4 ad 11% con crescita vicina alla triplicazione! La fascia 18-34 palesa una differenza decennale di 7 punti percentuali: dal 3 al 10%.
La fetta più ampia della popolazione, si compone nel range 35-64 anni. La povertà assoluta sale dal 2,3 al 7,6%.
Povertà assoluta, significa bisogni ritenuti essenziali e le risorse necessarie per il soddisfacimento.
Sterilizzare la ricchezza per gli over 65, indebolire la crescita per le fasce ricomprese da 0 a 64 anni, condanna l'Italia ad una nebulosa nel firmamento UE.
Gli incentivi sulle nuove nascite nascondono un'insidia: finito il contributo, la sostenibilità minima di una famiglia è plausibile?
(20/11/2017)

L'esercizio di un dolore nella libertà esistenziale

I requisiti per la definizione minima della dignità esistenziale esplorano dall'approccio filosofico, alla casistica della scienza medica, al mercato comune della convinzione collettiva,  all'implicazione legislativa ritenuta nell'interpretazione giurisprudenziale e dal magma religioso nella lettura territoriale.

L'ultimo caso, assevera l'ulteriore (se non definitivo) attrito tra la sostenibilità della notizia come interpretazione di un malessere familiare ed il  montante di una opinione pubblica pregnato dalla diffusione speculativa del dolore per esigenze editoriali.

A Charlie Gard, non è stato negato nulla. Nulla verrà negato per la “sostenibilità ed esercizio di una sofferenza”. Crudele la scienza medica, ormai sconfitta ed impotente, nel sostenere l'inutilità del perpetuarsi di una sofferenza azionata dalla terapia intensiva o, per converso, crudele la “sostenibilità della vita” per un bambino paralizzato, sordo, cieco, sedato per il 96% della breve esistenza, aggravato da encefalopatia dal marzo scorso?

Due crudeltà a confronto ad elidersi. Nessuna delle due a rispondere ad una domanda: nel criterio della “libertà esistenziale”, mancando la manifestazione di volontà dell'interessato, prevale la costituzione del diritto alla vita a tutti i costi supportata dall'esercizio del dolore continuo oppure la decompressione di un essere a terminare il suo iter vitale nella dignità che compete?

(02/07/2017)

Il silenzio della comunicazione

La musica è nelle corde dall'infanzia, è lo strumento comunicativo primario di ogni infante. L'approccio dell'attenzione nasce da un brano piuttosto che da un altro. L'applicazione è diversa nella rilevanza di un movimento di mani, di piedi, nel corpo che si scuote.
La rivoluzione musicale, forse la più importante della storia, l'ho vissuta andando oltre l'ascolto semplice processando le sonorità, equalizzando i suoni. Smanettando con filtri, manopole, nella rimodulazione dell'ascolto mi accorsi che alcune frequenze “accordavano” la musica alla sensorialità del benessere fisico e mentale. La frequenza, il suono si attivano attraverso un sistema ondulatorio. Il nostro cervello sensorialmente comunica attraverso onde radio.
Non sono caduto in una tradizione di pensiero, in una caratterizzazione spirituale, nella devozione di alcune dottrine. Insomma la meditazione buddista non ha attecchito con la sensorialità dell'ascolto.
I neuroni del nostro cervello agiscono perfettamente alla stregua di un ricetrasmettitore: recepiscono onde radio su frequenze differenti, irradiano su frequenze differenti. Ognuno di noi recepisce e trasmette queste sensazioni. Possiamo comunicare senza parlare, senza ascoltare, senza impatto visivo attraverso propagazione ondulatoria. Il muro della lingua, della cultura, dello sviluppo intellettivo viene meno. L'onda radio nella rappresentazione di pensiero, nella musicalità di un suono diventa strumento universale di comunicazione. Capita sovente di “sentire”, di “percepire” delle sensazioni anche a distanza, nei mutevoli silenzi.
Nella “scala” neuronica la prima frequenza esercita su 8Hz (cavità Schumann), il processo armonico (duplicazione della frequenza in seguito alle oscillazioni) sale a 128, 256, 432Hz sino ad arrivare a frequenze non più “intercettabili” dal nostro sistema biologico.
8Hz è il battito della Terra, ad 8Hz la nostra ghiandola pineale produce una sorta di droga allucinogena. L'universo “inizia” a comunicare da questa frequenza. I radiotelescopi, continuamente ascoltano “sinfonie” dallo spazio orchestrate su varie frequenze.
Le malattie, scuola di pensiero, nascono dal diseallineamento armonico. L'orchestrale fuori tema rompe la vibrazione armonica del nostro corpo.
Per eccellenza la frequenza universale è 432Hz. La biochimica del nostro corpo trova esatto equilibrio in questa frequenza.
E' diseducativo pensare che la comunicazione debba essere scritta, verbale e visiva. Qui blindiamo l'interazione con gli altri in un fortino: se ci sei “comunichi” altrimenti sei “fuori”.
C'è una intensità particolare nello sguardo femminile, un intramuscolo del pensiero da interpretare nella complessità. Ancora più intensa è la capacità di una donna nel comunicare sensorialmente ciò che prova. La prima volta l'arguii con una mia cliente quarantenne affetta da sordità sin dalla nascita. Non amava portare l'apparecchio auricolare, non era interessata alla comunicazione gestuale e men che meno alla variante verbale. La incontravo due volte all'anno spesso nella mediazione di un'anziana madre. Lei lavora in ufficio pubblico territoriale da tanti anni. La sua dimensione quotidiana, l'ordine del processo cognitivo lei me lo comunicava in due modi: nella decifrazione dello sguardo a seconda delle modulazioni; nel rigido silenzio dei gesti senza sguardi ma nell'afflusso dei dati neuronici trasmessi alla stregua di processo armonico. Potrei definirla una comunicazione bluetooth scambiata a livello cerebrale. Dopo ogni incontro, uno stato riflessivo imponderabile assecondava le idee per una buona mezz'ora.
Casualità del fenomeno ridotto ad un solo evento, ad un solo essere? Calato in quell'universo mi chiesi se l'armonia fosse da questo o...da quel lato!
Il papà lo conosco da anni, da tanti anni. Dietro al baffo cortese c'è una persona determinata, dalle idee definite e sempre col sorriso. Della mamma conoscevo l'arte sartoriale per interposta persona. La conobbi anni dopo. Anni dopo conobbi anche “lei”. Un pensiero a ritroso corse immediato. Ti accorgi subito che la posta è alta perché è l'approccio sensoriale il dominus della comunicazione. Il “dammi il cinque” è la fase di studio immediata dei rari incontri. Il percettibile lascia il posto ad altro.
Con Giulia, con la quarantenne di un paese limitrofo, ho conosciuto la massima espressione della comunicazione: l'oscillazione biochimica neuronica. L'universo, gli esseri umani tutti comunicano in questo modo.
Ho letto il libro “Il suo nome è Giulia” a firma di Silvana Ammaturo. C'è una cifra alta nel potere enunciativo di questa madre, nella volontà di divulgare. Il progetto della “fattoria sociale” mi pare debba accordarsi con necessaria diramazione dell'opera.

(04/12/2016)

L'assenza italica

Referendum, sentimento incline all'assenza nell'italica rappresentazione salvo “Andate al mare” preso sul serio da affollare le urne di craxiana sventura. Il 4 dicembre, nella sfarzosa campagna, cambierà poco o nulla come il sarchiapone inventato di sana pianta. La pantagruelica campagna è imbandita nell'indifferenza indigena.
Regolando la riflessione sulla dicotomia Sì/No, nei giorni scorsi ho appuntato una breve riflessione nella mia bacheca Facebook. Alcuni cortesi interlocutori, commentarono ampliando la tenuta dell'argomento con costante riverbero.
Scollino dal mio precedente intento, defenestrando l'avversione al decembrino referendum vestito da paltò di antica foggia...butto giù qualche rigo.
E' ingannevole, è perfettamente inutile questo referendum salvo una studiata regia a monte. Distratti o non distratti cambierà ben poco  e poco, veramente poco, m'appassiona la diatriba del consenso popolare sottratto per l'elezione del nuovo Senato.
Un ripasso costituzionale volle un equilibrio dei poteri tra le camere. L'Italia uscita dilaniata, distrutta, povera e sorretta dalla furbizia americana del Piano Marshall, cercò un equilibrio nell'interdizione reciproca di Camera e Senato. Il bicameralismo perfetto, nella reciprocità funzionale, era frutto di insigni costituzionalisti, i c.d. “Padri costituenti”. I savi, perseguivano l'idea dello scambio essenziale elemento migliorativo di un progetto di legge. Il proliferare d'iniziative di legge, le procedure d'urgenza demandate all'esecutivo, ruppero l'equilibrio bicamerale con rituali e lunghissimi ping pong. Non vorrei fissare una data di questa “rottura”. Osservo un dato oggettivamente determinante: gli esecutivi, nella paralisi parlamentare, hanno tratto potere nella indiscriminata “necessità” dei decreti legge.
Il Ddl a nome della Boschi somiglia molto al “perculismo idiomatico” espresso da Mario Monicelli. Un “Amici miei” al quarto atto in salsa toscana.
V'ingannano, v'inganneranno sui numeri. 95 nuovi senatori contro i 315 attuali più 5 senatori a vita alla data di stesura del post.
L'eventuale nuovo Senato vedrà ancora senatori a vita ma per un...settennato. Saranno non più di 5. Ogni sette anni, oppure al decesso di uno dei 5 canèa per la successione. Un Roberto Benigni senatore per 7 anni, un nome a caso.
Leggo ed ascolto di un nuovo Senato privo di prerogativa legislativa dai fautori del Sì. Men che meno!!!
Il nuovo Senato manterrà le seguenti funzioni legislative:  leggi costituzionali, leggi di attuazione di disposizioni costituzionali legati alla tutela delle minoranze linguistiche, referendum, leggi elettorali, politiche europee, ineleggibilità e incompatibilità dei senatori.
La nuova assemblea sarà esclusa dall'iter delle altre leggi? Il nuovo iter prevede un passaggio al Senato. La nuova camera, ha 10 giorni per esaminare la legge su richiesta di almeno 2/3 i componenti di Palazzo Madama. In questo caso, ha 30 giorni per approvare modifiche da sottoporre alla Camera. Quest'ultima ha potere di approvazione definitiva.
Il Senato può anche formulare proposte alla Camera da discutere nei 180 giorni successivi.
Nel  2060 la popolazione italiana sarà ridotta a 40 milioni d'individui a fronte dei 60 attuali. Nel 2007 in Italia c'erano 1,8 milioni di poveri divenuti 4,6 milioni nel 2015. In Italia si taglia il welfare anche alle persone anziane. Le nuove generazioni fuggono verso Berlino, Londra, Parigi, Amsterdam e Melbourne. L'Italia è in recessione secolare e la Spagna, senza governo, cresce del 3%.
Qual è il cambiamento epocale e l'utilità della riforma?

(08/10/2016)                                                                               

Egotismo che non vorremmo

Nel fluire di post sul social media di riferimento, ridonda una condotta a carattere duale.
La fonte istituzionale, è un effluvio di considerazioni tracimate tra alterco italiano/dialetto nella convinzione del superamento del ruolo. Un guerreggiare diretto col cittadino nel decoro perso rapidamente per strada. Squartato il ruolo, nell'alterco vince di norma il politico. Inequivocabile. Il timore di una rappresaglia, di una querela (sempre ventilata con seguito scarso) è il buon ritiro per il cittadino saggio.
Il cittadino più estremo, usa  Facebook come spranga per denunce corredate di foto nella percezione, fallace, di una responsabilità dell'Amministrazione. Nel ripiego, di norma, il fatto e/o l'atto ha più una qualificazione di comportamento collettivo che di pubblico inadempimento.
Nelle scaglie di pensiero, tali comportamenti trovano soccorso nell'agio concettuale dell'egotismo.
Treccani, soccorre: “egotismo” s. m. [dall’ingl. egotism (da cui anche il fr. égotisme), der. del lat. ĕgo «io»]. – Atteggiamento psicologico (diverso dall’amor proprio e dall’egoismo) che consiste nel culto di sé e nel compiacimento narcisistico e raffinato della propria persona e delle proprie qualità.

(11/07/2016)

Dell'acqua, la storia in terra di Puglia

Di ogni terra si svela la peculiarità di una caratteristica, di una panoramica, di un ibrido come moventi nello scorrere di un ricordo. Nella Puglia, l'idolo rappresentativo non si permea di soli trulli, orecchiette ed olio. La “scalata” all'acqua di una terra bisognosa del prezioso liquido, è la migliore definizione di un agire a fronte di un problema.
La Puglia è priva di fiumi e laghi significativi. Il sottosuolo carsico non consente accumuli o riserve d’acqua in superficie. La discesa in profondità, il contatto con le acque salmastre marine, rende inutilizzabile il liquido scaturito dal mix dolce/salino.
La scarsità di corsi d’acqua, è anche conseguenza morfologica degli Appennini: le acque declinano sul versante tirrenico lasciando al territorio nostrano esclusivamente l'Ofanto.
I pugliesi, nel corso dei secoli, hanno ovviato al problema con rudimentali sistemi di grondaie, caditoie, scorrimenti, acquedotti senza canali e...con i trulli! Non mancano strutture comunali realizzate in epoca romana. L’acquedotto del Triglio tra Taranto e Statte è prova lampante. Altri esempi, Canosa (opera di Erode Attico)  e Gravina in Puglia.
Prima dell’acquedotto, l’acqua veniva conservata in grossi orci di terracotta dalla bocca larga. Ci si lavava in poca liquido, utilizzando il classico bacile di rame o di ferro smaltato. Il gabinetto con pozzo nero era lusso per pochi. La presenza di pozzi e cisterne con acque stagnanti, creava l'ambiente ideale per la zanzara Anofele generatrice di malaria nelle aree rurali. Non pochi i decessi.
Urgeva “abbeverare” l'aridità dell'antica terra dei Dauni, Peucezi e Messapi.
L’idea, rivoluzionaria per l'epoca, di un acquedotto a collegare l’alta Irpinia con la Puglia nasce nella seconda metà del 1860 dall’intuito dell'ingegner Camillo Rosalba. L’archetipo, costituisce la base per i lavori della Commissione reale nominata il 27 maggio 1896 per lo studio delle acque potabili e per la costruzione di un acquedotto in Puglia.
Il 26 giugno 1902, il Parlamento approva la legge per la costruzione dell’Acquedotto Pugliese con gestione consortile tra Stato, province di Bari, Foggia e Lecce.
Un bando di gara, primo in Europa, dette inizio nel 1906 ai lavori per la costruzione del canale che dalle sorgenti del fiume Sele avrebbe portato l’acqua in Puglia “bucando” l'Appennino.
L'opera monumentale è nei numeri:
- 20mila operai;
- 30 depositi di dinamite per sbancare le montagne;
- 250 chilometri di ferrovia;
- 60 ingegneri impegnati lungo la dorsale dei lavori;
- un centinaio di cantieri.
Il 24 aprile del 1915 l’acqua corrente giunse per la prima volta a Bari e nel 1924 fu la volta di Foggia. Lecce segue nel 1927. Successivamente, con i lavori di fognatura ed il completamento degli allacci  idrici, vengono installati i gabinetti nelle case.
Un simbolo della cultura dell'acqua, è rappresentato dalle classiche fontane a colonnina: le famose cape de firr
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(19/05/2016)

Il potere della politica, la politica del potere

La sentenza è inappellabile: “Questo è come gli altri che l'hanno preceduto”.
Nell'esercizio matematico scaturisce la doppia equazione:
l'espressione della libertà fratto nostra coscienza uguale ad autoassoluzione;
l'imbecillismo (tutto italiano) del singolo trasferito per delega alla politica.
Un lavarsene le mani nel transfert del mandato alla politica.
Più che l'aspetto dell'incarico, della rappresentazione della libertà nel segreto dell'urna, è il percorso della scelta ad essere analizzato. Quanto sia percepibile e percepita questa espressione di libertà.
La scelta, in sé, avviene per il tramite di tante opzioni: retaggio ideologico, emotività, empatia, promessa, equità d'agire eccetera.
Eppure la libertà di voto è un esercizio relativo. Quanto più essa è espressa tanto più siamo consapevoli di subire un condizionamento.
La scelta, nella fattispecie, di un politico è indirizzata dalla duttilità delle opzioni indicate sopra. Agisco, voto, esprimo consenso sulla leva della mia libertà...condizionata da fattori esterni.
La visione, lato politico, è differente: elezioni, consenso da creare, mobilitazione ed accordi. La ratio del potere è più di tutto nella combinazione di accordi tra “poteri forti” (condivisione con altre forze politiche, consorterie settoriali, dinamiche imprenditoriali). Nello spettro nazionale, una non lieve incidenza è ascrivibile alla massoneria.
Chiusa la fase elettorale, il consenso del cittadino lascia il posto ad altra fase: l'esercizio. L'elettore attivo termina la sua azione nelle urne sino alle prossime elezioni. Nell'intervallo, si esercita, si amministra con un forte potere d'interdizione esterno.

(10/04/2016)

Non sense politico sull'azione emotiva

Un paio di settimane fa, riflettevo sulla leva mediatica data alla rappresentazione di azione costituita da un non evento. Inevitabile la funzione dei socialmedia con tara differente: la nicchia di hashtag nel consenso della condivisione, arma letale di Twitter a contrapporsi all'immagine compulsiva per ricerca di visibilità di Facebook. Nel futuro prossimo, la cadenza emotiva, ipotizzo, sia nel culto dell'immagine. La rapida ascesa di Instagram, Pinterest, Flickr e Tumblr, è la verve della sociologica limitazione testuale nel consenso del “mi piace” vincolo social per fare fatturato.
La politica ha saputo rappresentarsi nella rapida evoluzione della comunicazione, adoperando lo strumento adeguato: Michele Emiliano utilizza, tendenzialmente, Twitter per condividere; Enrico Rossi dibatte sul social di Mark Zuckerberg.
Le amministrazioni locali “giocano” sulla compulsiva ricerca di visibilità comunicando con Facebook. Il politico locale, sullo stesso social, “adesca” consenso con seriale ironia disboscando l'avversario tacendo della propria trascorsa azione.
Il socialmedia, efficace strumento di comunicazione e marketing, utilizzato con sottile astuzia, nella  vicenda di un fatto nemmeno di cronaca, è capace del gigionesco culto dell'iniziativa.
Immediato il codazzo (claudicante) della claque. Apprezzamenti e “mi piace” a non finire con smileys di stupore e perplessità. Bravo Zuckerberg, ora lo stato emotivo non inneggia solo al “caro leader” del like ma gradua cinque effetti differenti. L'interpretazione minima nella condizione di poter sostituire un segno con una pluralità di segni. Kim Jong-un non sarà più orfano!
Ecco l'intelligenza: saper muovere le corde emotive.

(13/03/2016)

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